

Le figurine Panini e la Coccoina, l’uccellino di “Tutto il calcio minuto per minuto” e la voce roboante di Aldo Giordani dal palasport della Misericordia di Venezia. Gimondi che vince il Tour de France e le notti con l’Italia insonne incollata alla radio ad ascoltare le cronache di Benevenuti-Griffith. Panatta e la squadra di Davis che vincono e fanno giocare tutti a tennis, Villeneuve che non vince, ma diventa un mito. Delfo e Wayne Eden, Scellino e Pistillo, cavalli da corsa diventati miti più degli uomini che gli stavano intorno. Lo sport, fatto, visto, ascoltato e vissuto della nostra gioventù, delle nostre generazioni. Quando lo sport aveva un sapore diverso e Gianni Brera e Adriano De Zan non avevano bisogno di urlare come ossessi per spiegare il loro pensiero.
Poi sono arrivati l’Heysel, il doping, gli hooligans, le scommesse, i contratti miliardari, i processi sportivi televisivi da voltastomaco. E se ne sono andati i simboli, le bandiere, le passioni e Filippo Raciti, ultimo martire di una follia collettiva che sembra non avere fine.
E’ nato dal ricordo di tutto questo il festival della cultura sportiva. Perché lo sport è un gioco e un divertimento. Perché fare sport significa stare bene con gli altri e con se stessi.
TIME OUT perché lo sport significa vincere e perdere, ma sempre rispettando delle regole. Significa avere grandi speranze all’inizio di ogni competizione e sapere che, nel bene o nel male, quelle speranze la domenica successiva, la stagione successiva, possono essere di nuovo riproposte. Questo festival è nato sulla spinta di un grande desiderio: che le speranze non diventino illusioni.
Lo scorso anno abbiamo fatto tanto con la prima edizione. Sono nati contatti, sono arrivati al Festival tanti personaggi dello sport italiano, e ben 14 inviati di testate giornalistiche nazionali, la maggior parte dei quali non aveva mai visto Montecatini e le sue Terme. Insomma, abbiamo seminato molto, credendo nello sport. E alcuni risultati abbiamo cominciato a vederli adesso, a distanza di un anno, non solo in ambito sportivo.
Come Amministrazione continueremo a lavorare credendo nel futuro della nostra Città, lasciando ad altri il compito di pensare solamente al piccolo e personale tornaconto quotidiano.
Bruno Ialuna - Assessore alla Cultura del Comune di Montecatini Terme
Lo Sport ha la capacità di unire popoli, gente di ogni tipo, grandi e piccoli, donne e uomini: il mio lavoro è fatto di sport, ed ho imparato a conoscerne le potenzialità, avendolo visto declinato in molte parti del mondo, dal Sudafrica all’Asia, dall’America all’Europa.
Ogni luogo ha il suo modo di vivere lo sport, di festeggiare lo sport: Montecatini Terme ha trovato il suo modo di festeggiare lo sport, dedicandogli un Festival, il Time Out 2011, 2* Festival della Cultura Sportiva: collaborare per creare cultura sportiva, creare sinergie per la città, per la crescita personale dei cittadini, questo è il nostro modo di festeggiarlo.
Mentre scrivo Montecatini Terme è stata scelta come sede delle Finali dei Play Off del Torneo Primavera di Calcio: anche a questo serve promuoversi come città dello sport, anche a questo serve lavorare tutti insieme per costruire eventi di qualità e di sostanza.
Stefano Pucci - Assessore alla Sport del Comune di Montecatini Terme